Marco Soligo: importante studio su una procedura ostetrica
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Marco Soligo: importante studio su una procedura ostetrica
06 July 2026
Comunicato stampa
Il primario dell’Ospedale Maggiore di Largo Donatori del Sangue sta preparando, inoltre, un congresso di chirurgia ginecologica per il quale si prevede la partecipazione di specialisti provenienti da tutta la Lombardia e da fuori regione.

L’organizzazione del congresso, dedicato alle innovazioni nel campo della chirurgia ginecologica è già molto avanzata. L’appuntamento sarà a Lodi, nel prossimo ottobre, e richiamerà specialisti da tutta la Lombardia e non solo.
È curato, con la collaborazione – fra gli altri – dell’ASST di Lodi, dalla Società Lombarda di Ostetricia e Ginecologia e dalla Società di Chirurgia Ginecologica di cui è presidente Marco Soligo, primario di Ostetricia e Ginecologia del Maggiore.
Soligo è anche (con il collega omologo del Papa Giovanni XXIII di Bergamo e dell’ASST Fatebenefratelli, Melloni, Sacco e Buzzi di Milano) responsabile scientifico dell’evento del prossimo ottobre: “L’innovazione – spiega – è insita nella chirurgia, sin dalla sua nascita. La chirurgia vive però anche di standardizzazione, di riproduzione sistematica di gesti e procedure. Vive in qualche modo di tradizione. Oggi tuttavia – aggiunge – assistiamo ad un balzo epocale ovvero all’ingresso prepotente della digitalizzazione nel mondo della chirurgia” e con esso occorre fare i conti.
In attesa dell’iniziativa congressuale, Marco Soligo ha cofirmato uno studio apparso in questi giorni sul Journal of Clinical Medicine, tra le riviste scientifiche più accreditate e autorevoli al mondo. La pubblicazione è l’esito di una revisione sistematica e di una metanalisi (il livello più elevato di evidenza scientifica), di 23 studi che hanno coinvolto nel mondo un “campione” di oltre due milioni di donne.
Il lavoro si è concentrato su una procedura ostetrica, l’episiotomia media laterale, adottata anche all’Ospedale di Lodi: si tratta di una incisione chirurgica praticata in anestesia locale sul perineo durante il parto per agevolare il passaggio del feto. In Europa e in Italia la tecnica è uno standard clinico di riferimento: offre una protezione maggiore rispetto ad altre contro le lacerazioni perineali e del pavimento pelvico e riduce il rischio di gravi lesioni dello sfintere anale, prevenendo l’incontinenza fecale. Al termine del parto la ferita viene richiusa con punti riassorbibili che non necessitano di rimozione.
“E tuttavia – spiega Soligo – la procedura deve essere utilizzata solo in casi specifici e selezionati. Lo studio pubblicato sul Journal of Clinical Medicine dimostra che l’episiotomia medio laterale è significativamente raccomandabile in donne al primo parto e in caso di parto vaginale operativo, cioè assistito con l’uso di strumenti come la ventosa ostetrica (Il forcipe non né più adottato nel nostro paese mentre lo è ancora molto nel mondo anglosassone). Tutto ciò in letteratura - ricorda il primario di Ostetricia e Ginecologia di Lodi - non era ancora emerso e provato in mondo chiaro”.