La Geriatria di Sant’Angelo impegnata nell’organizzazione del mese dell’Alzheimer
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La Geriatria di Sant’Angelo impegnata nell’organizzazione del mese dell’Alzheimer
28 July 2026
Comunicato stampa
Alla struttura del Delmati afferisce il Centro per i Disturbi Cognitivi e le demenze con circa 1000 pazienti in carico

Fraia Falvo
Il mese mondiale dell’Alzheimer si svolge, ogni anno, a settembre. È un periodo di eventi globali per sensibilizzare sul tema delle demenze e ridurre il pregiudizio, lo stigma sulla malattia. In Italia sono quasi 1,5 milioni le persone che convivono con una forma di decadimento cognitivo, con una prevalenza maggiore tra le donne e una crescita stimata del 54% entro il 2050.
Anche a Lodi e nel Lodigiano sono previste, il prossimo settembre, una serie di iniziative: sono promosse dall’ASST, nella fattispecie dalla struttura di Geriatria. “L’invecchiamento della popolazione – spiega la dottoressa Fraia Falvo, responsabile all’Ospedale di Sant’Angelo dell’offerta di salute in area geriatrica – ci pone di fronte a sfide sempre più complesse: da qui nasce la necessità e soprattutto l’opportunità di costruire una cultura della cura fondata sulla conoscenza, sulla collaborazione e sulla vicinanza alla persone”.
Uno degli eventi programmati è fissato, presso la Sala Conferenze della Fondazione Santa Chiara di via Gorini, il prossimo 26 settembre: si tratta di un convegno in cui saranno presentati e illustrati i punti salienti del PDTA, Percorso Diagnostico Terapeutico Assistenziale, elaborato e ultimato da pochi giorni dalla Geriatria, in collaborazione con la Neurologia e l’Ufficio Qualità dell’ASST diretta da Guido Grignaffini: si tratta delle linee guida verso cui è orientata la pratica clinica in ASST, finalizzata alla presa in carico globale della persona con demenza. Coinvolti nell’iniziativa del 26 settembre, specialisti ma anche i medici di medicina generale.
Vale la pena anticipare che una delle novità previste dal PDTA è la creazione di una figura – il case manager – che ha la funzione di coordinare l’assistenza del paziente e gestire i servizi necessari. Con essa i pazienti e loro familiari possono interloquire direttamente per ogni evenienza e gli specialisti si interfacciano. È un professionista infermieristico, parte integrante fondamentale del team impegnato nel trattamento e nella gestione della demenza.
In ASST operano tre Centri per i Disturbi Cognitivi e le Demenze (CDCD): uno all’ospedale Maggiore e gli altri due presso i presidi di Casalpusterlengo e di Sant’Angelo Lodigiano.
Quest’ultimo è afferente alla Struttura Semplice di Geriatria: 7 gli specialisti impegnati in attività di reparto (con 20 posti letto e oltre 400 ricoveri all’anno) e ambulatoriale.
“Nel 2025, al CDCD del Delmati – ricorda Fraia Falvo - sono stati un migliaio i pazienti presi in carico”. Il livello di gravità del loro decadimento cognitivo? “Dei mille pazienti valutati (sette ogni giorno), il 10% - precisa la geriatra – non ha evidenziato, malgrado i sospetti, problemi di demenza. Il 50% ha registrato, invece, un decadimento moderato per cui è stato necessario approfondire con indagini di neuroimaging (tac, risonanza magnetica, elettroencefalogramma), utili a definire un percorso di cura ed assistenziale. Il 40% infine – aggiunge la specialista – ha palesato un decadimento severo con l’avvio di un trattamento specifico e un monitoraggio della loro condizione almeno semestrale”.
Quest’ultima percentuale di pazienti è destinata ad aggravarsi ulteriormente. Per coloro che non possono sopportare la rivalutazione in ospedale, l’ASST sta attivando percorsi di telemedicina che coinvolgono, naturalmente, il caregiver e, se necessario, visite geriatriche a domicilio.
I pazienti sono tutti over 75 anni (quelli under 75 sono in carico al Centro Disturbi Cognitivi e Demenze di Lodi): il 95% ha oltre 80 anni.