L’ASST di Lodi nella Rete Regionale per la Medicina e Patologia dello Sport
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L’ASST di Lodi nella Rete Regionale per la Medicina e Patologia dello Sport
26 February 2026
Comunicato stampa
Presentata ieri, a Milano, da Regione Lombardia, la Rete Regionale per la Medicina e la Patologia dello Sport. Parte integrante della Rete (coordinata dal Fatebenefratelli-Sacco) è, oltre all’ASST della Valtellina e Alto Lario anche l’Azienda Socio Sanitaria Territoriale di Lodi.
Si tratta di un progetto strategico volto «a rafforzare – spiega Regione Lombardia – la prevenzione, la tutela della salute e la sicurezza nella pratica sportiva, attraverso un modello integrato che coinvolga strutture sanitarie, istituzioni e mondo sportivo».
Gli obiettivi del Progetto (organizzato in via sperimentale per tutto il 2026)? Avviare «un servizio clinico-specialistico per la diagnosi, gestione e riabilitazione delle patologie correlate all’attività sportiva che possono minare il mantenimento dell’idoneità di atleti agonisti».
La Rete Regionale è stata presentata nel corso di un convegno a Palazzo Lombardia intitolato “La tutela della salute nello sport”. Per l’occasione è intervenuto anche Guido Grignaffini, Direttore Generale dell’ASST di Lodi. Il manager ha ricordato che presso il Presidio di Casalpusterlengo è accreditato l’Ambulatorio di Medicina dello Sport, con circa 1.700 certificazioni, in un anno, per l’attività agonistica e non.
«Dal confronto con gli stakeholder del territorio – ha osservato Grignaffini – è emersa la difficoltà incontrata dagli atleti per gli accertamenti richiesti in fase di idoneità, per la gestione degli infortuni e per l’idoneità alla ripresa di attività sportiva» dopo aver subito traumi particolari. Attraverso il progetto, ha detto il Direttore Generale, l’ASST intende favorire l’attività fisica dei cittadini, realizzando percorsi dedicati ai tesserati delle società sportive del territorio. Come? «Creando agende ambulatoriali di Cardiologia e Ortopedia dedicate alla medicina e alla patologia dello sport, garantendo una presa in carico mirata e altamente qualificata».
Operativamente? Il processo viene avviato dalla richiesta di visita formulata dal medico della società sportiva, in fase di accertamento di idoneità o in caso di ripresa dell’attività agonistica, ad esempio dopo un infortunio, e ASST di Lodi darà indicazioni operative puntuali per l’accesso alle prestazioni. Nel corso delle visite ambulatoriali, qualora emergesse la necessità di un ulteriore approfondimento specialistico, il medico ha la facoltà ad accedere ad ulteriori agende ambulatoriali interne all’ospedale, anche con la collaborazione di specialisti di altre branche mediche.
«Dopo una prima fase di avvio, necessaria a verifica l’efficienza del processo e a mappare la domanda, il progetto – precisa Grignaffini – potrà essere esteso ad altre specialità di possibile interesse», ad esempio Fisiatria e Oculistica.