In Endoscopia Digestiva eseguite, per la prima volta, due nuove procedure
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In Endoscopia Digestiva eseguite, per la prima volta, due nuove procedure
27 May 2026
Comunicato stampa
La rilevanza clinica dei due interventi consente alla struttura diretta da Piera Leoni un enorme balzo in avanti

Da sinistra Fabio Chicco, Piera Leoni, Francesco Broglia
Due nuove procedure eseguite per la prima volta in Endoscopia Digestiva. I due interventi sono un fiore all’occhiello per Lodi: «Hanno una importante rilevanza clinica e per il nostro servizio rappresentano un grosso traguardo che ci vede fare un enorme balzo in avanti, nel nostro patrimonio di competenze e nell’offerta ai pazienti», spiega Piera Leoni, primaria dell’Endoscopia.
Il dottor Fabio Chicco e la sua équipe, hanno effettuato un drenaggio ecoendoscopico, con il supporto di una protesi, di una pseudocisti pancreatica intervenuta nel paziente a seguito di una pancreatite acuta. La pseudocisti pancreatica è una formazione di natura benigna che richiede un trattamento quando le sue dimensioni aumentano, si infetta o causa sintomi al paziente. “Con la procedura adottata – spiega il medico endoscopista – si può ottenere lo stesso risultato di un drenaggio di tipo chirurgico, ma con meno invasività, con minor rischio di complicanze e una degenza più contenuta del paziente”. “E’ l’ennesimo obiettivo raggiunto dalla nostra struttura – aggiunge il dottor Chicco – per quanto riguarda il trattamento delle patologie digestive e bilio-pancreatiche, anche grazie alla stretta collaborazione con il centro per la patologia bilio-pancreatica del San Matteo di Pavia”.
L’evoluzione dell’ecoendoscopia, avviata con l’acquisizione di una modernissima strumentazione ci “ha permesso di conseguire – sottolinea la primaria Piera Leoni - volumi di attività al di sopra delle aspettative, con un centinaio di procedure eseguite nel corso dello scorso anno”.
Un secondo intervento significativo è stato eseguito dal dottor Francesco Broglia che, con la tecnica della dissezione sottomucosa, ha rimosso in modo radicale un polipo di circa 5 centimetri localizzato al retto.
“Questa metodica, a differenza delle tecniche tradizionalmente utilizzate – spiega lo specialista – consente l’asportazione, in un unico frammento, della lesione polipoide. Oltre a ridurre notevolmente la possibilità di recidiva, la sua rimozione radicale e completa – aggiunge il dottor Broglia – rende possibile una corretta valutazione istologica e conseguente stadiazione della lesione, in caso presentasse una componente neoplastica”.
Vale la pena ricordare che negli ultimi giorni è stato pubblicato il bando per la gara d’appalto, in forma aggregata, relativa alla fornitura di video capsule endoscopiche destinate proprio alla struttura diretta dalla dottoressa Leoni. L’investimento a carico dell’Azienda di Piazza Ospitale è di poco oltre 300.000 euro. La video capsula endoscopica è una tecnica diagnostica non invasiva e indolore. Al Maggiore la si è introdotta da circa 6 anni.Il paziente ingerisce una capsula della dimensione di una pillola, contenente una videocamera che registra migliaia di immagini durante il transito intestinale.
La metodica è particolarmente indicata per lo studio, perlopiù, dei sanguinamenti gastrointestinali di origine ignota, ma anche dei malassorbimenti e di tutta la patologia del piccolo intestino.
Si interviene diagnosticamente con la video capsula solo dopo che la gastroscopia o la colonscopia non siano riuscite ad accertare la fonte del sanguinamento e con il paziente ancora in condizione anemica.
Una cinquantina le procedure con video capsula eseguite nel corso dell’anno, con un incremento costante di questa indicazione diagnostica.
I dispositivi previsti nella nuova fornitura saranno dotati di intelligenza artificiale che permette la segnalazione automatica e in tempo reale, durante il percorso della video capsula, di eventuali lesioni o presenze di polipi.