Radiologia Interventistica sede di un master dell’Università di Milano
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Radiologia Interventistica sede di un master dell’Università di Milano
21 May 2026
Comunicato stampa

La struttura semplice dipartimentale di Radiologia Interventistica dell’Ospedale di Lodi è diventata sede di un master specialistico dell’Università di Milano; il suo referente, Antonio Arrichiello (in foto), è uno dei tutor del percorso di alta formazione. “Gli studenti - precisa lo specialista - faranno un mese di tirocinio al Maggiore presso la nostra sala interventistica e assisteranno alle procedure che saranno eseguite”.
Il riconoscimento dell’Università è un’ulteriore conferma della qualità delle prestazioni erogate dalla struttura che utilizza le tecniche di imaging e i nuovi apparati tecnologici per eseguire interventi diagnostici, ma soprattutto, e prevalentemente, terapeutici, con limitata invasività.
La Radiologia Interventistica di Lodi, negli ultimi mesi, ha moltiplicato i suoi impegni nel campo della ricerca con l’adesione a diversi protocolli nazionali e internazionali.
Intanto è stata selezionata, insieme soltanto ad altre due strutture analoghe in Italia, per la partecipazione ad uno studio multicentrico promosso dall’Ospedale Universitario di Utrecht in Olanda.
Si tratta di un’indagine sull’efficacia e la sicurezza delle ablazioni dei tumori epatici con la tecnica HepACAGA, una procedura mininvasiva avanzata che combina l’ablazione termica con l’imaging angiografico in tempo reale. L’équipe di Arrichiello ha già raccolto e inviato i dati richiesti dall’Università olandese.
Vale la pena ricordare che l’ablazione è una procedura percutanea che consente la distruzione delle cellule tumorali. Gli strumenti interventistici accedono alle regioni anatomiche interessate attraverso piccole incisioni, spesso senza il bisogno di anestesia generale ma esclusivamente locale, permettendo così tempi di recupero assolutamente brevi. I pazienti, cioè, il giorno dopo il trattamento e una notte di degenza possono rientrare al loro domicilio.
Un altro protocollo di ricerca, di cui il nostro centro è promotore, si concentra sull’uso di un software di segmentazione e fusione delle immagini (“Ablation Confirmation”) per confermare o meno l’appropriatezza delle ablazioni delle lesioni tumorali del fegato, per evitare l’eventuale rischio di recidiva del carcinoma.
Un terzo progetto, per il quale si è ancora in attesa dell’autorizzazione del Comitato Etico, riguarda, invece, la possibile implementazione di intelligenza artificiale e di realtà aumentata nella pratica della radiologia interventistica.
“In termini di attività – segnala Arrichiello - nei primi mesi di quest’anno registriamo già una curva di crescita rispetto all’anno scorso, quando abbiamo eseguito 700 interventi (613 nel 2024). E’ verosimile che il 2026 si chiuda con una attività attestata a 800 interventi. Significativo – aggiunge – il fatto che siano in aumento le ablazioni delle metastasi epatiche da tumore del colon, come suggerito dalle più recenti pubblicazioni ed evidenze scientifiche”.