Codogno: due incontri in Casa della Comunità
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Codogno: due incontri in Casa della Comunità
10 March 2026
Comunicato stampa
L’obiettivo dell’ASST è promuovere i servizi offerti dalla medicina territoriale e di prossimità: il ruolo del PUA e il lavoro dell’Infermiere di Famiglia e di Comunità
“Cultura e promozione della salute in Casa della Comunità”: è il titolo di un ciclo di due incontri promossi dall’ASST di Lodi in collaborazione con il Centro Sevizi per il Volontariato, il mondo delle associazioni e gli enti del terzo settore del Basso Lodigiano. Un ciclo analogo, con lo stesso format, è stato organizzato lo scorso novembre e dicembre a Sant’Angelo Lodigiano.
L’obiettivo dell’iniziativa? Far conoscere di più e promuovere maggiormente l’offerta dei servizi attivi presso la Casa della Comunità, struttura chiave della medicina territoriale e di prossimità. L’appuntamento è all’Ospedale di Codogno, presso la Sala Riunioni del terzo piano, alle 17.30.
Si parte mercoledì 18 marzo: al centro dell’incontro il ruolo dell’Infermiere di Famiglia e di Comunità, l’IFeC.
La presa in carico del paziente, la promozione di corretti stili di vita, il monitoraggio dell’aderenza terapeutica a domicilio da parte del paziente: è tutto parte integrante della mission dell’IFeC che troviamo impegnato al PUA, insieme all’assistente sociale, pronto a leggere le condizioni di disagio dell’utente e a decidere il da farsi.
L’opera di sorveglianza sanitaria e di monitoraggio dell’infermiere si svolge anche a domicilio. Gli operatori verificano se il percorso terapeutico è gestito correttamente dal malato o aiutano il care giver a seguirlo adeguatamente e misurano i parametri vitali (pressione, saturazione, frequenza cardiaca, l’accertamento della glicemia se è diabetico).
Ma l’IFeC è un professionista sanitario a tutto tondo: valuta, ad esempio, anche come sta procedendo la medicazione di una lesione o la gestione di una stomia; se il setting che ospita il paziente è adeguato; se gli ausili per la mobilizzazione sono giusti; se c’è da attivare il servizio di assistenza e cure domiciliari.
All’incontro del 18 marzo interverrà Chiara Maria Grazzani, Infermiere di Famiglia e di Comunità presso la Casa della Comunità di Codogno.
A seguire giovedì 26 marzo è l’occasione per saperne di più sul PUA, il Punto Unico di Accesso, il biglietto da visita della casa di Comunità. Come vi si accede, quali operatori accolgono l’utente, quali opportunità e quali percorsi di presa in carico? Queste alcune questioni che saranno poste nel corso dell’incontro.
Al PUA i cittadini in condizione di fragilità e cronicità (e i loro caregiver) possono trovare orientamento e ascolto, ma anche una prima risposta a problematiche sia di tipo sanitario, sia di tipo socio sanitario e sociale, grazie all’integrazione e alla collaborazione tra ASST, Comuni e Ambito Sociale Territoriale.
Gli operatori del PUA, dopo l’accoglienza, effettuano un’analisi dei bisogni del paziente e dei caregiver, accompagnandoli ai servizi disponibili in base alle necessità individuate. Quando possibile, i servizi vengono attivati già dal primo contatto al punto unico di accesso, a cui si accede direttamente oppure su indicazione di altre figure di riferimento come, ad esempio, il medico di medicina generale, con il quale l’équipe del PUA di collabora attivamente.
All’incontro del 26 marzo interverrà Valeria Pizzamiglio, Assistente Sociale alla Casa di Comunità di Codogno.
Qualche dato statistico registrato nel 2025: quasi 1.000 le prestazioni e le visite domiciliari dell’IFeC nel distretto del Basso Lodigiano; oltre 600 le prestazioni ambulatoriali in Casa della Comunità tra Casalpusterlengo e Codogno.
Ogni mese si conta, complessivamente, un accesso medio al PUA delle Case della Comunità dell’ASST lodigiana di 120 utenti