Codogno: dal 1° luglio apre l’Ambulatorio di Epatologia
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Codogno: dal 1° luglio apre l’Ambulatorio di Epatologia
16 June 2026
Comunicato stampa
Da diversi anni non esisteva più, presso il presidio di viale Marconi, un filone di attività di questo genere

Da sinistra: Guja Minoja e gli epatologi Davide Giannò, Alessandra Brocchieri, Veronica Pacetti, Francesca Famà
Dal prossimo primo luglio prenderà il via, all’Ospedale di Codogno, l’attività del nuovo Ambulatorio di Epatologia, afferente alla Medicina Interna del Maggiore di Lodi, diretta da Guja Minoja. Il servizio assorbirà buona parte delle prestazioni ambulatoriali in area epatologica erogate, sino ad oggi, dalla struttura di Malattie Infettive. “Si è reso necessario questo passo – afferma Guja Minoja – per cercare di far fronte all’aumentata richiesta di prestazioni epatologiche e per allargare l’offerta anche ai pazienti del Basso Lodigiano.”
Da diversi anni non esisteva, presso il presidio di viale Marconi, questo filone di attività. L’ambulatorio è un’articolazione della struttura analoga di Lodi di cui è responsabile Alessandra Brocchieri. Anche a Codogno l’impegno interesserà le prime visite, il follow up e le visite di controllo, nonché la presa in carico del paziente e si occuperà di tutte le patologie del fegato.
L’ambulatorio “non ha un unico indirizzo – precisa la dottoressa Brocchieri –. Gli operatori sanitari saranno impegnati nella diagnosi e terapia di diverse epatopatie, fra l’altro anche quelle alcol correlate e tossiche, autoimmuni e metaboliche. Queste ultime - aggiunge la specialista – sono, tra quelle trattate, le prevalenti. Sono diventate, ormai, secondo diversi report scientifici, una sorta epidemia silenziosa che pone i pazienti a rischio di evoluzione in danno epatico grave, sino alla cirrosi e all’epatocarcinoma”.
Gli epatologi dell’ASST, a questo proposito, possono contare sulla recente acquisizione di un nuovissimo sistema di elastografia epatica denominato Fibroscan (l’investimento dell’Azienda è stato di 100mila euro). La tecnologia rileva e misura la rigidità del fegato (fibrosi) e la quantità di grasso (steatosi) presente nell’organo. La valutazione di questi indicatori è decisiva per accertare patologie epatiche e la risposta ai trattamenti nella malattia cronica.
Un ulteriore dato statistico riguarda la prevalenza di genere: “Tra le epatopatie – ricorda Brocchieri - le forme autoimmuni colpiscono maggiormente le donne, quelle metaboliche più gli uomini”.
L’ambulatorio di Codogno si occuperà anche di tutte le complicanze delle epatopatie croniche, compreso l’epatocarcinoma. Vale la pena ricordare, soprattutto a questo riguardo, che dall’aprile del 2024 opera a Lodi la Liver Unit un team multi specialistico che si occupa della gestione delle patologie del fegato più complesse: dai tumori alle complicanze dell’ipertensione portale, fra le conseguenze più gravi della cirrosi.
L’Unità definisce la strategia diagnostico-terapeutica per il paziente, con un’attenzione costante ai migliori standard di cura. Il team valuta tutte le soluzioni, compresa la necessità del trapianto di fegato. Svolge quindi un’attività di collegamento per l’invio del paziente ai centri epatologi terziari con i quali collabora attivamente. Vale la pena sottolineare che sono circa 1.400 i trapianti di fegato ogni anno in Italia.
“La prima domanda che ci poniamo - aggiunge la specialista - quando accertiamo un tumore è: il paziente può essere candidabile ad un percorso trapiantologico? Ci sono terapie che possono aiutare il paziente a rientrare nei criteri previsti per la trapiantabilità?”.
Ogni anno, a Lodi, racconta la dottoressa “sono una sessantina i tumori che diagnostichiamo”. Le stime parlano di circa 12mila nuovi casi di tumori primari del fegato all’anno, in Italia: rappresenta il 3% circa di tutti i casi di cancro diagnosticati ogni anno a livello nazionale.
Un ultimo dato di attività: nell’ultimo anno (650 prime visite e circa 1.800 controlli nel 2024 presso l’ambulatorio del Maggiore), si sono notevolmente incrementate le visite epatologiche presso l’ambulatorio dell’ASST (30 in più alla settimana).
L’obiettivo del nuovo servizio di Codogno è quello di offrire anche ai pazienti del basso lodigiano l’attività di diagnosi e cura delle patologie epatiche con gli elevati standard di cura e di presa in carico dell’Unità Operativa di Epatologia.